Da vera pugliese amo le cime di
rapa ma raramente riesco ad acquistarle a Roma. Ogni volta che le intravedo, mi
avvicino al banco e puntualmente impreco, perché cavolo si chiamerebbero cime
di rapa se poi non hanno le cime? Allora per correttezza e chiarezza
bisognerebbe dire: foglie di cime di rapa, così uno non si fa illusioni e manco
si avvicina!
Chiusa questa piccola parentesi
polemica, vi dico subito che questa ricetta non è mia.
L’ho proposta qualche anno fa,
quando ancora non era una foodblogger, ma inciampando sempre nei vari blog di
cucina, era facile che mi appuntavo qua e là varie ricette da provare; e questa
è una di quelle e se non erro la ricetta dovrebbe essere di gustosamente dalla rivista di about food.
Fatte queste premesse, la
ripropongo perché l’adoro da matti.
