Sono in Puglia dalla mia famiglia per qualche giorno,
Fagiolino dorme, io e mia mamma siamo in cucina, se non mettiamo le mani in pasta, non siamo felici e quale
migliore occasione per fare i taralli pugliesi?
Quelli “scaldati” ovvero prima bolliti e poi cotti in forno,
fragranti, con olio d’oliva VERO, se poi di produzione propria meglio ancora,
con aggiunta dei semini di cui siamo matti.
Non perdiamo tempo, abbiamo poca autonomia, prima che il
piccolo gigante si svegli e inizi a reclamare mamma, nonna e zii ;)
Ogni volta che propongo un dolcetto con una granella di noci
dentro, si ripete la stessa scenetta:
lui: “eh ma non è la torta alle noci”
io: eeeh no!
Tutte le volte, tutte la santissime volte! Perché lui è
cresciuto a suon di torta di noci, ma non una qualsiasi, no, quella della Zì
Filomena!
Devo ammettere però che la mia onestà mi impone di fare una
doverosa ammissione, ossia, la torta alle noci della Zia Filomena è veramente
veramente buona.
Così, alzo il telefono e chiamo la Zia Filomena,
ed è uscito fuori questo:
200 gr di farina
200 gr di zucchero
100 gr di burro
100 gr di olio d’oliva
4 uova
1 bustina di lievito per dolci
15-20 noci tritate grossolanamente.
E niente dopo giorni densi di stanchezza misti a gioia ed
amore, capelli e faccia stropicciati, tramonti e albe con lui in braccio,
sbadigli, ore di contemplazione mentre dorme e ancora sbadigli, si riesce anche
a cucinare un piatto carino per persone carine dai sentimenti carini.
Che si fa?
Prendiamo la confortevole tradizione uniamola con la
stimolante innovazione ed esce un piatto come questo.
Bando alle ciance.
Tradizione pugliese: Orecchiette broccoli e funghi
cardoncelli
Innovazione mia: pomodorini glassati e mollica fritta alla
curcuma
Adoro adoro adoro la pizza, la mangerei ogni giorno pure a
colazione!
Per me la pizza è una cosa seria e in quanto tale tratto l’impasto con amore,
gli parlo, non lo stresso, non lo schiaccio, affondo dolcemente le mie dita nell’impasto,
lo adagio nella teglia e lascio che si esprimi in tutta la sua bellezza, dopo
luuunghe ore di lievitazione.
Sono pazza? Si-si-si,
ma quanta soddisfazione mangiare una signora pizza homemade.
Per questa pizza ho usato il carbone vegetale per il resto
quello che avevo in casa.


